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venerdì 17 ottobre 2008

Gli scavi archeologici riaprono dopo i comics

Le puntate di questa storia lucchese che ho cominciato a narrare alcuni giorni fa non sono finite. Il secondo tempo (il più affascinante ) è rimandato ai primi di novembre, quando la manifestazione dei comics smantellerà i gazebo anche in piazza San Giusto. Gli scavi andranno avanti in quanto il Comune di Lucca, vista l'importanza della cosa, ha acconsentito di continuare la ricerca a sue spese. Una ghiotta occasione per i nostri archeologi di allargarsi di alcuni metri verso la piazza ( 3m x 6m ). Sono stati trovati alcuni scarti metallurgici in bronzo che fanno pensare alla famosa zecca longobarda oltre che un piccolo manico del XII secolo ed altre cosucce.
G.

giovedì 16 ottobre 2008

Longobardi a Lucca










Ora ci sono le prove! Questa mattina negli scavi di piazza San Giusto, l'archeologa Abela ed una collega mi hanno confermato il ritrovamento di alcune ceramiche (e forse qualcosa d'altro, ma il forse va messo, in quanto è d'uso fra gli archeologi tenere uno stretto riserbo quando vengono ritrovati monili o monete in loco)che daterebbero all'età longobarda i ritrovamenti. Ciò che stupisce è l'incredibile stratificazione degli edifici attuata con materiale romano di recupero. Abbiamo notato infatti enormi conci calcarei provenienti da edifici di notevole fattura e dimensione sovrapposti a mattoni, pietre, acciottolato di fiume e massetti squadrati di fattura presumibilmente longobarda.
Inserisco una ulteriore foto dell'intera trincea di scavo.
Gabriele

Ritrovato un pezzo della Firenze scomparsa


A Firenze gli amanti della storia non si annoiano mai. Non passa giorno che questa città non riserbi qualche sorpresa. Come si può vedere da questa foto, grazie alla vituperata tramvia, di fronte alla stazione di Santa Maria Novella (quindi dietro il complesso monastico dell'omonima chiesa) sono emerse fondamenta dell'insediamento urbano medioevale. C'era da aspettarselo, diranno i più. Comunque sia, è sempre interessante rimettere mano alla mappa di una città che in questo modo mostra le varie facce che ha avuto nel corso dei secoli.
Credo che qui la Soprintendenza Archeologica abbia qualche problema in più della nostra amica Abela di Lucca. O forse no?
G.

martedì 14 ottobre 2008

Scavi in piazza San Giusto a Lucca



Avevo ragione a proposito degli scavi archeologici in piazza San Giusto.
Sotto terra hanno trovato le fondamenta di un edificio con conci di pietra piuttosto grandi. Ora, che siano le fondamenta dell'edificio longobardo, effettivamente è azzardato dirlo, ma se gli scavi andranno avanti credo avremo ulteriori sorprese.
Come si vede nella foto, la presenza di Ciampoltrini (responsabile della soprintendenza archeologica per la provincia di Lucca) e Isabella Abela, responsabile degli scavi, dimostra l'interesse per i ritrovamenti. L'esperienza non è acqua!
Aggiungo queste poche righe, il giorno successivo alle precedenti.
Parlando con Abela, mi ha detto che secondo lei si tratta di un edificio importante medioevale fondato su edifici longobardi posto nell'intersezione fra il cardo e una strada minore parallela al decumano. Effettivamente dalla trincea di scavo dove si trovavano le archeologhe, si percepivano visivamente con chiarezza gli assi che delimitavano l'insula sopra l'attuale piazza. Tenendo conto anche degli edifici in loco abbattuti dopo la seconda guerra mondiale per costruire l'orrendo edificio attuale, forse c'è da ipotizzare che la chiesa avesse una piazza antistante molto ridotta forse con gradoni sul tipo di quella di San Cristoforo (anche questa mutata nell''800 )
Gabri

venerdì 10 ottobre 2008

La "curtis regia" longobarda a Lucca ? Forse l'abbiamo trovata !




Da un argomento leggero (ricetta) ad uno più serio(storia e archeologia).
Lo so che una foto con quattro pietre squadrate una su l'altra dicono poco e sono bruttine anche da vedere; ma se il luogo è piazza S. Giusto a Lucca la cosa cambia. E si, perchè proprio a due passi dal palazzo Gigli, sede della Cassa di Risparmio di Lucca, e l'omonima chiesa, nella sostituzione dell'ennesimo tubo rotto, sono emerse le pietre in questione. Qui sorgeva, secondo gli storici, l'antica curtis regia longobarda, sede anche della zecca che coniò il famoso tremisse d'oro, moneta lucchese. Si capisce quindi che ogni sassolino o coccio che emerge dal fango potrebbe datare questi pietroni.
Intervistata dal sottoscritto, l'archeologa di turno ( che ormai è quasi un amica visto che tutte le volte che ci incontriamo in situazioni simili le rompo le scatole con una valanga di domande) mi ha detto che c'è poco da sbilanciarsi. Questa affermazione nasce dal fatto che, secondo Ciampoltrini ispettore della soprintendenza archeologica locale, l'area di piazza San Giusto è stata scavata e modificata a causa della messa in opera di fognature ottocentesche. E sia pure, ma quelle pietre squadrate poste così in bell'ordine una sopra l'altra a me fanno pensare a fondamenta di un edificio. Posso anche sbagliarmi, ma ormai di scavi ne ho visti un bel pò. Comunque vedremo. Vi è un altra cosa che può risultare interessante. La stratificazione della pavimentazione stradale. Sarebbe interessante capire, anche grazie a questo scavo, le tecniche e le datazioni della pavimentazione della città di Lucca nei vari periodi storici.
Se potrò, aggiornerò queste "news" con altre foto e altre notizie (sempre che interessi a qualcuno, si intende !).

Gabriele

mercoledì 3 settembre 2008

Testimone di un eccezionale ritrovamento. Mura romane di Lucca



Sfogliavo le foto che stavo catalogando, e mi sono imbattuto in queste fatte nella primavere 2008.
Non ero ancora pratico di blogger e quindi non ho pensato di pubblicare niente.
Rivedendole però, devo dire che la scoperta, avvenuta all'incrocio fra via Guinigi e via dell'Angelo Custode, è veramente eccezionale. A detta degli stessi archeologi (Abela e Ciampoltrini),sono venuto a sapere che questi in realtà non avevano la minima percezione delle reali dimensioni delle strutture fortificate della città di Lucca in epoca quanto meno imperiale. Le foto testimoniano dell'enorme spessore dei conci in calcare bianco che dovevano forse appartenere ad una delle molte torri che si trovavano equidistanti l'una dall'altra a difesa del perimetro murario. E' stata una sopresa per tutti gli archeologi, tanto che Ciampoltrini (locale responsabile per la soprintendenza archeologica della Toscana) ha dichiarato che avrebbe dovuto modificare tutte le pubblicazioni sin qui messe alle stampe.
D'altra parte, chiaccherando informalmente (trattoria da Gigi) con il direttore dell'Archivio di Stato dott. Tori, questi mi diceva che nei documenti medioevali spesso le mura "antiche" in quel tratto venivano menzionate.
Alcuni documenti infatti citano la richiesta da parte dei Guinigi presso gli organi di governo locali preposti all'edilizia, di poter abbattere le antiche mura che fino a quel tempo dovevano sorgere in quei pressi. Quest'ultime forse erano state preservate come un ulteriore ed estrema bariera difensiva in caso di sfondamento di truppe nemiche provenienti dal settore est, sicuramente il più esposto a gli attacchi sopratutto fiorentini.
Si comprende quindi finalmente,perchè Lucca, in epoca di invasioni barbariche, non fosse mai stata conquistata per assalto, ma sempre per contrattazione. Le mura erano imprendibili. Lucca in epoca romana, e sicuramente anche nell'alto medioevo, si poneva, alla luce di questi ritrovamenti, senza dubbio come una delle fortezze cardine nello scacchiere militare difensivo preappenninico.