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giovedì 16 ottobre 2008

Ritrovato un pezzo della Firenze scomparsa


A Firenze gli amanti della storia non si annoiano mai. Non passa giorno che questa città non riserbi qualche sorpresa. Come si può vedere da questa foto, grazie alla vituperata tramvia, di fronte alla stazione di Santa Maria Novella (quindi dietro il complesso monastico dell'omonima chiesa) sono emerse fondamenta dell'insediamento urbano medioevale. C'era da aspettarselo, diranno i più. Comunque sia, è sempre interessante rimettere mano alla mappa di una città che in questo modo mostra le varie facce che ha avuto nel corso dei secoli.
Credo che qui la Soprintendenza Archeologica abbia qualche problema in più della nostra amica Abela di Lucca. O forse no?
G.

martedì 14 ottobre 2008

Scavi in piazza San Giusto a Lucca



Avevo ragione a proposito degli scavi archeologici in piazza San Giusto.
Sotto terra hanno trovato le fondamenta di un edificio con conci di pietra piuttosto grandi. Ora, che siano le fondamenta dell'edificio longobardo, effettivamente è azzardato dirlo, ma se gli scavi andranno avanti credo avremo ulteriori sorprese.
Come si vede nella foto, la presenza di Ciampoltrini (responsabile della soprintendenza archeologica per la provincia di Lucca) e Isabella Abela, responsabile degli scavi, dimostra l'interesse per i ritrovamenti. L'esperienza non è acqua!
Aggiungo queste poche righe, il giorno successivo alle precedenti.
Parlando con Abela, mi ha detto che secondo lei si tratta di un edificio importante medioevale fondato su edifici longobardi posto nell'intersezione fra il cardo e una strada minore parallela al decumano. Effettivamente dalla trincea di scavo dove si trovavano le archeologhe, si percepivano visivamente con chiarezza gli assi che delimitavano l'insula sopra l'attuale piazza. Tenendo conto anche degli edifici in loco abbattuti dopo la seconda guerra mondiale per costruire l'orrendo edificio attuale, forse c'è da ipotizzare che la chiesa avesse una piazza antistante molto ridotta forse con gradoni sul tipo di quella di San Cristoforo (anche questa mutata nell''800 )
Gabri

martedì 7 ottobre 2008

Un "David" medioevale a Pisa






Esiste nell'imaginario del turista medio, sopratutto americano, un solo David: The David. Inutile quasi dire quale, e quindi non lo dico. Tuttavia sappiamo bene quale sia la realtà storico artistica. E' compito di noi guide turistiche, oggi, mostrare al turista quale processo filologico e quali tappe, hanno portato Michelangelo e compagni alla riscoperta della classicità e della monumentalità.
Pisa, senza alcun dubbio, segna una di queste tappe grazie al fenomeno medioevale chiamato Nicola Pisano o meglio Nicola de Apulia, viste le sue origini. Non è questa la sede dove si debba riscrivere un saggio su questi pilastri della storia dell'arte, ma bensì, vale forse la pena ricordare ancora una volta, anche visivamente, alcuni punti fermi percedenti al colosso fiorentino.
A Pisa dal XII secolo la classicità è di casa. La fabbica della cattedrale, paragonabile ad un nuovo "colosseo" espressione della cristianità, fucina di ingegni, vide fra i molti anche la presenza di quello spartiacque fra arte medioevale e "rinascenza delle arti classiche" che fu Nicola.
In questo clima di fervida ricerca del classico applicato al nuovo, l' elemento archeologico assume una importanza fondamentale come "exempla" o punto di partenza per questa nuova tappa dell'epopea della scultura italiana.
L'introduzione a Pisa di quei sarcofagi romani, portati via nave da Roma ed Ostia per essere riutilizzati come prestigiose tombe dei più illustri cittadini pisani, sono il punto di partenza. Tanto era diffuso nella Pisa medioevale il senso del bello attinto dall'arte classica, che lo si reimpiegava persino come elemento erratico decorativo nelle facciate delle case. Così lo troviamo in borgo stretto, via principale di Pisa, ai quattro lati delle finestre gotiche di un palazzetto.
E già qui intravediamo un "davidino", cioè un David piccolino ante litteram, con le sembianze di un Apollo o forse un Ercole.
Ma è Nicola che, nel nuovissimo e rivoluzionario pulpito del battistero pisano fra il 1255 e il 1260, pone alla base di intersezione fra il pluteo rappresentante la natività e quello spettacolare dell'arrivo dei re magi, un vero e proprio esempio di "David ante litteram": Ercole trionfante.
Purtroppo la mia foto non rende giustizia alla bellezza della scultura e alla qualità della resa plstica e anatomica di questo semi Dio pagano.
La postura è simile a quella del David michelangiolesco. Differenze: Non è un gigante,questo misura solo 56 cm, l'altro pesa circa 7,5 tonnellate di marmo; questo non guarda verso sinistra, questo non tiene una fionda ma al contrario la pelle di un leone, questo è stato scolpito più di 250 anni prima del David !
Micelangelo ha visto questa scultura ? Certamente si anche se le biografie non ne fanno cenno. Michelangelo ha copiato Nicola Pisano ? Certamente no ! Ambedue si sono ispirati alla classicità e ai reperti archeologici per elaborare nei loro tempi qualcosa di nuovo e straordinario.
Che Fantastica terra è la Toscana e più in generale l'Italia intera! Viva l'Italia!
G.

martedì 23 settembre 2008

Il nome di Dio per le 99 chiese di Lucca


E' quasi ormai leggenda il fatto che Lucca avesse nel medioevo, non 101, non 100, ma 99 chiese. Sembra quasi di leggere quei cartellini segna prezzi dei mercati che invitano la clientela a comprare il prodotto ad un centesimo in meno della decina.
A dire il vero secondo la pubblicazione "il secolo di Castruccio, fonti e documenti di storia lucchese" la professoressa Giuliana Puccinelli, secondo una sua catalogazione degli edifici ecclesiastici nel XIV sec in città, ne stima 65. Molte, dai quei tempi, sono state distrutte, altre modificate, altre edificate ex novo.
Numeri che comunque rendono chiara l'importanza della chiesa come istituzione locale nel tessuto connettivo della città medioevale.
Mi ha colpito e non poco, la curiosa domanda che mi ha inviato con un messaggio telefonico la mia collega Laura, di un suo cliente turco: "Le novantanove chiese di Lucca servivano a onorare i novantanove nomi che ha Dio ?" Bellissima domanda vista dalla parte di un musulmano che vuole conoscere. Dalla nostra parte invece un silenzio assoluto di fronte alla nostra ignoranza nei confronti delle religioni altrui che, come in questo caso, cercano di trovare una soluzione plausibile ad un fenomeno tanto eclatante come le "99" chiese lucchesi.
G.